L’era del giornalismo strillato e l’ansia da breaking news.

Credo che persino i bambini sappiano che viviamo in un mondo in cui, a livello di comunicazione globale, la parola più usata è “guerra” e non “pace”. In ogni momento della giornata siamo bombardati da notizie flash dell’ultima ora e da scadenze decisive per il nostro futuro; viviamo tutto con perenni punti esclamativi. Vorrei tanto tornare alla sobrietà di un tempo, quando ogni professionista cercava di svolgere il proprio lavoro al meglio delle sue possibilità. C’era il desiderio di riportare la realtà fedelmente alla verità dei fatti, senza l’ansia di dover vendere a tutti i costi o di asfaltare la concorrenza con ogni mezzo, lasciando da parte l’etica e la morale. Ogni tanto bisognerebbe fermarsi un attimo, fare un respiro profondo e guardare la realtà con i piedi per terra. Chiedo troppo?

Abbiamo ricevuto il resoconto del Forum di Cernobbio 2026 a cura di Antonio Angioni. All’interno vengono analizzate le principali sfide che attendono le PMI nei prossimi anni: IA, energia, attrazione dei talenti, produttività e geopolitica. La competitività delle imprese passerà dalla capacità di adattarsi rapidamente e di trasformare il cambiamento in valore aggiunto.

Anche a chi, come Paolo Iacci, si occupa di aziende da molto tempo, capita di porsi domande fuori dagli schemi. Questa volta, infatti, Iacci si chiede provocatoriamente se sia possibile amare un’azienda oltre il semplice engagement organizzativo, tracciando una distinzione significativa: quella tra amare il proprio lavoro e amare la propria azienda.

Il ciclo di articoli “I Guru del Management in dieci punti” di Antonio D’Antonio giunge al termine con un appuntamento conclusivo che offre una sintesi e le riflessioni finali del percorso.

Un quadro preciso e attuale su longevità, trend demografici, pensioni e natalità in alcuni Paesi ci viene offerto da Roberto Vacca, il nostro matematico e divulgatore per eccellenza.

Salvatore Fiorino presenta la Parte 2 del suo articolo L’inconsapevolezza del cittadino spettatore: anatomia della postdemocrazia. Che fine ha fatto la democrazia? Questo articolo si propone di esplorare lo svuotamento strutturale dei nostri sistemi politici partendo dall’analisi di Colin Crouch sulla “postdemocrazia” (C. Crouch, 2020).Vedi Parte 1.

Nel suo articolo sulle società di massa democratiche e sulla questione della responsabilità, Roberto Maffei presenta un punto di vista convincente: le masse non sono innocenti. Al contrario, per il semplice fatto di appartenere a una democrazia moderna, esse condividono una responsabilità collettiva, o almeno dovrebbero. L’articolo è in lingua Inglese: Democratic Mass-Societies and the question of responsability.

Luca Massacesi ci narra di un futuro distopico soffocato dall’inquinamento, il tema centrale esplora il superamento del dominio umano sulla biosfera, culminando in una fusione biologica tra uomo e natura che garantisce la sopravvivenza al prezzo del vecchio ordine sociale. Infine, il testo sottolinea il conflitto tra il potere politico-finanziario che cerca di ristabilire il dominio dell’economia sulla natura e la volontà dei popoli, che scelgono di sottomettersi alle nuove leggi naturali pur di preservare la vita sul pianeta.

Luigi Campanella ci parla di una delle più interessanti proposte urbanistiche degli ultimi anni: la strategia 3-30-300, elaborata dall’urbanista Cecil Konijnendijk.

I ricordi d’infanzia di Ermanno Veccia, legati ai film sui centurioni romani visti al cinema con il fratello, sfumano con l’adolescenza in una coscienza critica che lo porta a rivedere le proprie credenze. L’analisi si sposta così sul piano globale:  l’attuale forte crescita demografica della nostra specie rende sempre più difficile la diffusione di una cultura costruttiva e progressista.

Andrea Mannini Fiaschi affronta un tema complesso, analizzando il passaggio dall’arena fisica allo spazio mentale: l’evoluzione della guerra fino al Geistesraumkrieg. In ultima analisi, la traiettoria storica della dottrina militare dimostra come il baricentro della strategia contemporanea si sia definitivamente trasferito dalla conquista della terra al confinamento della psiche collettiva. Le operazioni cinetiche sul campo esterno non rappresentano più il fine ultimo dell’azione statale, ma il mezzo teatrale necessario per generare la pressione emotiva utile al controllo interno. La lezione fondamentale del Geistesraumkrieg risiede nel comprendere che la vera campagna strategica del XXI secolo non si combatte per tracciare nuovi confini geografici, ma per difendere la mente dall’involucro del condizionamento cognitivo statale.

Secondo Walter Zanuzzi, i cambiamenti operati nel mondo negli ultimi ottant’anni hanno mescolato talmente le carte che oggi non si riconoscono più, come si faceva una volta, i buoni e i cattivi. Per questo l’autore afferma che occorre riformulare le regole della civile convivenza tra i popoli e stabilire nuovi principi, affinché si sappia chiaramente chi li condivide e chi no, tornando così a distinguere le forze costruttive da quelle distruttive.

 

Le rubriche di Caos Management

L’episodio 05 di Vibrazioni Indaco Chi scrive le regole? di Adelio Schieroni, parte da un caso recente di agenti che hanno aggirato i limiti del proprio ambiente di test per indagare il problema della supervisione: come controllare sistemi sempre più capaci, quando chi li sorveglia può non capire pienamente cosa stiano facendo? E cosa resta della supervisione umana quando “essere nel loop” significa soltanto premere un pulsante? Tra allineamento dichiarato, controllo esterno e sovranità cognitiva, il testo propone una distinzione decisiva: non basta che una persona sia presente nel processo. Occorre che abbia tempo, informazioni, competenza e autorità reale per dissentire. Perché la vera questione non è se l’uomo sia nel loop, ma se possa davvero fermare la macchina.

L’analisi di Simone Corami pubblicata su Visione&Revisione esamina l’evoluzione della narrazione filmica dal cinema tradizionale all’era dello streaming sia nel mondo. sia in Italia. Tale trasformazione ha modificato radicalmente sia le modalità di scrittura delle storie sia i codici della loro fruizione da parte del pubblico.

Pubblichiamo la notizia ricevuta da Antonio Rancati, Coordinatore Generale Cetri-Tires, della pubblicazione del nuovo libro del Prof. Jeremy Rifkin “Salvare il Futuro“.

Da Fabrizio Amadori, Addetto stampa Skilla, riceviamo cortesemente e pubblichiamo la notizia di “Skilla protagonista del nuovo ecosistema formativo Hekai”.

La foto di copertina è cortesia di Berta Kaplan. 

 

Buona Vita!

Marisol Barbara Herreros

Curatore Editoriale

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO PER I LETTORI

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