Negli ultimi tempi stiamo imparando a fare surfing con riferimento alle notizie che riceviamo dai media per poter navigare in acque non dico pacifiche, ma almeno che ci permettano di conciliare il sonno la notte. Si naviga a vista sperando di trovare qualche porto di umana sicurezza.

Patrizia Musso nel suo articolo dice: “L’Intelligenza Artificiale è passata in pochi anni dai laboratori ai tavoli dei consigli di amministrazione. E si sviluppa a una velocità tale che oggi possiamo solo cercare di fotografarne un istante, certe di non riuscire a metterne completamente a fuoco l’intera fisionomia.”

Antonio D’Antonio presenta la sua quarta puntata dedicata ai Guru Manageriali in dieci punti e ci parla di W. Edwards Deming, il padre fondatore della qualità.

Paolo Iacci affronta un’argomento delicato perché la fiducia è una variabile silenziosa, diventa visibile solo quando viene meno. In un’organizzazione, per accorgersene, non serve una crisi conclamata: è sufficiente che le persone inizino a chiedere autorizzazioni che prima non chiedevano, a scrivere e-mail più lunghe, a documentare ciò che prima davano per scontato.

Salvatore Fiorini scrive sul saggio di Alessandro Volpi I padroni del mondo. Come i fondi finanziari stanno distruggendo il mercato e la democrazia (Laterza, 2024), che offre una lucida e documentata analisi della più grande concentrazione di potere economico e politico della storia contemporanea. Il volume smaschera il meccanismo con cui tre fondi d’investimento statunitensi – Vanguard, BlackRock e State Street – hanno silenziosamente accumulato un potere senza precedenti, diventando azionisti di controllo delle principali società globali e penetrando nei settori strategici degli Stati, dalla sanità alle infrastrutture.

Secondo Ermanno Veccia alcuni osservatori paragonano l’attuale fase storica con quella antecedente allo scoppio della prima guerra mondiale: entrambe precedute da un lungo periodo di pace tra le grandi potenze occidentali ma entrambe caratterizzate dalla percezione di un ineluttabile imminente conflitto globale. Percezione legata all’evidenza che la storia dell’umanità è una narrazione di guerre inframmezzate da brevi periodi di pace; ma di pace preparatoria al successivo conflitto.

Walter Zanuzzi ringrazia letteralmente Mr. Trump, perché con la sua rozza e cruda modalità comunicativa e con i suoi tempi brucianti ha messo tutti i Paesi Europei e l’Unione Europea di fronte alle proprie responsabilità. Responsabilità che non sono nuove beninteso, anzi scadute!

Andrea Mannini Fiaschi dichiara paradossalmente che Bisogna Amare la Guerra, facendo una seria riflessione sulla fascinazione del conflitto per molti degli uomini che hanno fatto la Storia.

Luca Massacesi narra il drammatico viaggio di una donna in fuga dalla guerra, utilizzando una potente e toccante simbologia cromatica per descrivere le fasi della sua migrazione.

Luigi Campanella ci avverte che il contributo della produzione di plastica all’effetto serra è calcolato nel 3,7%, un valore che secondo diverse proiezioni potrebbe divenire del 4,5% al 2050.

Quello che poteva apparire come un fugace gesto simbolico si è trasmutato, per Giuliana Guazzaroni (Oltre l’algoritmo, viaggio nel cuore segreto delle Marche) e l’artista Tomas, in un’odissea metodica: mappare l’anima della regione attraverso il “tocco umano”.

Mirko Compagno nel suo articolo REALTÁ AUMENTATA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE la medicina autonoma per le missioni spaziali scrive della gestione delle emergenze mediche nelle missioni spaziali di lunga durata, perché rappresentano una delle sfide più complesse da affrontare.

Le rubriche di Caos Management:
Massimo Ferrario,
nella sua rubrica “inpocheparole” con Il manager, l’esempio, la chiacchiera, analizza l’evoluzione della leadership aziendale, mettendo a confronto un modello umanistico basato sulla stima di sé dei collaboratori con l’attuale autoritarismo narcisistico. Attraverso la testimonianza di un dirigente francese degli anni Novanta, emerge l’importanza di valorizzare il personale, trasformando l’errore in apprendimento e il benessere in produttività.

Adelio Schieroni, nella sua rubrica Perle Rare scrive su Blek Macigno, fumetto del 1954 di EsseGesse, è la lente per rileggere l’educazione civile dell’Italia post-bellica. La triade Blek-Roddy-Prof. Occultis incarna forza, divenire e conoscenza, insegnando libertà, responsabilità e pensiero critico in chiave di Resistenza e comunità. 

Simone Corami nella sua rubrica Visione&ReVisioni presenta “QUANDO IL ROMANZO DIVENTA IMMAGINE Cime Tempestose ed Il Signore delle Mosche” due esempi importanti di come si possa riuscire o fallire nel tradurre un classico letterario in immagini. Da una parte la nuova trasposizione del classico della Brontë, Cime Tempestose – attesissimo, esteticamente ambizioso, pieno di nomi altisonanti nel cast – che si è rivelato un disastro istruttivo. Dall’altra, la serie BBC de Il signore delle mosche, del premio Nobel William Golding, ha dimostrato che fare un buon adattamento non significa essere fedeli parola per parola, ma saper trovare lo spirito di un’opera e dargli nuova forma.

Buona vita! Sperando in tempi migliori…

 

Foto di GR Stocks su Unsplash

 

 

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Il podcast che potete ascoltare, è elaborato dalla IA Notebook LM, costruito a partire dalla scrittura originale del suo autore umano. Lo consideriamo un complemento, non è una replica, è un’interpretazione!