I XXV Giochi olimpici invernali, noti anche come Milano Cortina 2026, si stanno svolgendo dal 6 al 22 febbraio 2026 a Milano e Cortina d’Ampezzo, città assegnatarie della manifestazione in forma congiunta. So, per sentito dire, che il curling è uno degli sport più seguito di queste olimpiadi. Non so, quanto questo sport di squadra, inventato sembra in Scozia nel medioevo, che si gioca sul ghiaccio, possa considerarsi uno strumento di distrazione di massa. I problemi che ci attanagliano, considerando il panorama mondiale attuale è caratterizzato da una “policrisi”, ovvero una convergenza di rischi interconnessi che mettono a dura prova la stabilità globale, la sicurezza e l’ambiente. Secondo il Global Risks Report 2026, la stabilità è minacciata da tensioni geopolitiche, conflitti armati e un crescente scontro economico.
Proviamo a dare qualche spunto per riflettere e guardare con più attenzione il mondo nel quale viviamo.
Sono grata a Paolo Iacci perché in un mondo costantemente sopra le righe lui ci parla della normalità: “…le persone smettono di chiedere al lavoro di essere motivante, appagante o persino interessante. Cominciano a desiderare qualcosa di molto più semplice e, proprio per questo, sorprendentemente difficile da ottenere: che funzioni. Che abbia un senso riconoscibile, una logica interna, una minima prevedibilità. In altre parole, che sia normale”.
Antonio D’Antonio presenta la sua terza puntata dedicata ai “Guru Manageriali in dieci punti” e ci parla di Warren Bennis: i manager fanno le cose nel modo giusto, i leader fanno la cosa giusta.
Antonio Angioni va oltre la fotografia e ci parla delle scelte strategiche che il 59° Rapporto Censis impone alle imprese.
E della realtà italiana con un’analisi accurata ed impietosa Luca Massacesi ci fa conoscere i ricchi ereditieri, i figli dei plutocrati del nostro paese, uno dei paesi che ha in assoluto le tasse di successione più generose al mondo, con un sistema patrimoniale da lui descritto come un intollerabile schiaffo alla miseria, ma anche un danno economico di proporzioni bibliche.
Allarga gli orizzonti Walter Zanuzzi che parla di un mondo portato all’estremo dove ogni manifestazione del genere umano, ma anche della natura, si è estremizzata. Dalle condizioni ed eventi climatici (freddo estremo, caldo estremo, tornadi, alluvioni, tsunami, siccità) alla violenza, di genere (femminicidi), ma anche giovanile (le baby gang), ma anche istituzionale (basti pensare a ciò che sta succedendo negli Stati Uniti, nel Minnesota).
Andrea Mannini Fiaschi osserva il mondo sotto il punta di vista dei “Cambiamenti culturali: come sono serviti i traumi dei regimi?” Con una premessa di Roberto Maffei, l’autore ci parla della Cina della Rivoluzione culturale, della Cambogia e il Vietnam dopo la vittoria comunista, e del Sudafrica dopo apartheid e bush war.
Ci fa tornare in un ambito particolarmente delicato Paolo Mottana: convinto che siamo in tempi di emergenza educativa, che viviamo nel tempo del disastro (sociale, economico, culturale, psicologico), ci spinge a cambiare rotta e provare a seguire almeno alcune elementari indicazioni per una ‘educazione diffusa‘.
Segue una chat divertente, ed anche un po’ sorprendente, tra Umberto Santucci (il vecchio professore umano) e l’avatar AI di Gemini che resiste alle sue correzioni e che lui riassume nei suoi punti essenziali.
E parla di tecnologie, ma abbinandolo alle emozioni, Giuliana Guazzaroni: ci fa capire perchè possiamo essere sicuri che “il nostro cervello ‘sente’ l’arte, non la guarda”, usando tecnologie come la Realtà Virtuale e Aumentata che stanno emergendo come potenti strumenti per amplificare la nostra innata capacità di empatia, un processo che affonda le sue radici nel modo in cui è cablato il nostro cervello.
Mirko Compagno va ancora più in là, partendo da una affermazione veritiera: Nelle grandi opere letterarie e cinematografiche è possibile scorgere i segni del domani già pronti a fiorire, come se l’arte avesse il compito di mappare il futuro prima ancora che accada. Nel suo articolo fa un bel viaggio e ci riprende fino al termine della notte facendo presente che la realtà delle periferie di città sono diverse da quello che vediamo sul visore.
Marisol Barbara Herreros sviluppa una riflessione sul passare del tempo e della nostra percezione di perdita: dalla considerazione di Seneca di non sprecare la vita arriva alla felice conclusione, attraverso la natura, in particolare la forza degli alberi, di ricostruire il tempo nella miglior forma possibile.
Luigi Campanella scrive delle reti di monitoraggio per la riduzione dei rischi naturali: è un lavoro silenzioso e invisibile, ma una delle più efficaci forme di protezione che abbiamo.
Le rubriche di Caos Management:
Massimo Ferrario, nella sua rubrica “inpocheparole“ scrive “Un Treno Spento e il Problema del Decidere” citando lo scrittore Enrico Galiano, insegnante e grande esperto di adolescenti (li ha in classe ogni giorno), facendo un suo commento su Manager, Decisionalità e Decisionismo.
Graziela Falaguasta nella sua rubrica “viaggiareeconoscere” presenta “Un viaggio nella realtà di Caffè Trucillo”, azienda salernitana a conduzione familiare trasformata in società benefit a fine 2025, approfondendo con Antonia Trucillo l’impegno profuso nel garantire un equilibrio tra le continue trasformazioni dell’impresa e il suo ruolo di motore per la sostenibilità sociale, l’inclusione e la multiculturalità.
Adelio Schieroni, nella sua rubrica “Perle Rare“ parla di Ilaria Fiori “L’archivista atipica che trasforma la memoria in speranza di futuro”. Lei incarna una nuova idea di archivistica: rigorosa, umanistica e profondamente civile. Archivista atipica e ricercatrice storica, trasforma la memoria in uno strumento vivo di comprensione del presente.
Simone Corami nella sua rubrica “Visione&ReVisioni” presenta “Gomorra – Le Origini, ritornare ai padri per comprendere i figli”, narrazione nata dal libro-inchiesta di Roberto Saviano sulla criminalità organizzata italiana sotto un punto di vista interessante, analizzando e confrontando il prodotto con quello originale “Gomorra – La Serie” andata in onda dal 2014 al 2021 con una relazione fra i due prodotti audiovisivi non cronologica, ma come una eredità morale e antropologica.
Buona vita!
Marisol Barbara Herreros
Direttore di Caos Management
COMUNICAZIONE DI SERVIZIO PER I LETTORI
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