Le notizie di questi giorni, incredibilmente, ci stanno portando la promessa di un futuro di pace, almeno in una delle tante guerre in corso. Per ora ci dobbiamo accontentare! A maggio del 2026, a 135 anni esatti dalla storica “Rerum Novarum” di Leone XIII, Papa Leone XIV ha pubblicato “Magnifica Humanitas” dove affronta la Dottrina sociale della Chiesa applicata alla rivoluzione digitale. Il tema centrale è la custodia della persona umana e il rapporto con l’intelligenza artificiale, per evitare che la tecnologia diventi uno strumento di dominio invece che di servizio. L’intelligenza artificiale sta incidendo profondamente nella nostra vita. Di fatto, è sempre più presente, potremmo dire onnipresente. Di conseguenza, è un tema che interessa e preoccupa tutti noi; per questo la si studia, si prova a capirla e ci si informa con tutti i mezzi a disposizione. Siamo da sempre aperti ad ascoltare nuove idee, anche se premature o al di fuori del nostro specifico know-how, e infatti ci sono vari articoli che affrontano questo tema da molteplici punti di vista.
Gli articoli di questo numero:
“QUANDO IL LAVORO PERDE IL MESTIERE” di Paolo Iacci. Per decenni il lavoro industriale e professionale si è costruito proprio intorno al mestiere come concetto. Il mestiere dava identità e riconoscimento sociale. Persino orgoglio. Oggi invece molte organizzazioni sembrano muoversi nella direzione opposta: cercano persone flessibili, adattabili, capaci di passare agevolmente da un compito all’altro. Il mestiere, inteso nel senso tradizionale del termine, passa un po’ in secondo piano.
“NAVIGA L’INCERTEZZA, anche le PMI hanno bisogno di metodo e strategia” di Antonio Angioni. In uno scenario segnato dalla transizione digitale e da cambiamenti sempre più rapidi, l’intuito imprenditoriale resta centrale ma da solo non basta più: leggere gli scenari, adattare la strategia e monitorare i segnali può fare la differenza.
“ARTE E DISEDUCAZIONE” di Paolo Mottana. Le parole con le quali inizia il suo articolo Mottana sono volutamente forti e colpiscono direttamente chi lo vuol sentire: Quanto è vano il lavoro dei “critici”, dei dissezionatori, degli analisti, dei commentatori.
“I GURU DEL MANAGEMENT IN DIECI PUNTI” di Antonio D’Antonio. D’Antonio ci presenta il suo settimo autore, e questa volta si tratta di Henry Mintzberg.
“MERITOCRAZIA: una trappola ideologica”di Salvatore Fiorino. L’articolo è estremamente ben documentato, e si serve di autori come il filosofo Michael J. Sandel, del sociologo inglese Michael Young, di Marco Meotto, di Salvatore Cingari, di Mauro Boarelli, del fisico e filosofo austriaco Heinz von Foerster, dell’americano Daniel Markovits, di Andrea Boitani, di Tony Atkinson, ossia del maestro di Thomas Piketty, di Papa Francesco, di John Rawls, di Friedrich von Hayek premio Nobel in economia, di Amartya Sen, Paolo Brunori e Annaelena Valentini, dandoci degli argomenti notevoli su un tema del quale si parla molto, ma si conclude poco.
“L’ILLUSIONE DELL’ASSENSO. Quando il dito sostituisce il pensiero” di Umberto Santucci. Santucci ci richiama l’attenzione su un gesto che praticamente ognuno di noi, frequentando i social, utilizza senza rendersi conto veramente di cosa si nasconde dietro un innocente pollice alzato ed intelligentemente ci esorta a ritrovare l’uso della parola.
“CI POSSIAMO FIDARE DELL’AI?” di Luca Massacesi. Massacesi esamina le profonde implicazioni etiche e i rischi di sicurezza legati allo sviluppo accelerato dell’intelligenza artificiale, sottolineando come tali sistemi non siano mai strumenti neutrali. Concludendo che l’obiettivo finale è garantire che il progresso digitale rimanga un supporto al benessere collettivo senza mai compromettere la sovranità e la dignità umana.
“INTELLIGENZA ARTIFICIALE GENERALE: ARRIVERA’? E FRA QUANTI ANNI?*” di Roberto Vacca. Quanti anni mancano alla realizzazione di una AGI – Intelligenza Artificiale Generale – che esprima in linguaggio umano soluzioni di problemi logici, matematici, gestionali, umani che siano più avanzate, efficaci e intelligenti di quelle ottenibili da esperti umani di grande classe?
“JOHN E MILES ai tempi dell’AI” di Mirko Compagno. Partendo dal 1964 e è la storia individuale dei due famosi e bravissimi musicisti che hanno scritto la storia del jazz e riscritto il rapporto tra il jazz e la tecnologia. L’autore scrive di oggi e l’IA generativa che produce musica in pochi secondi, e parla dell’autenticità di Coltrane e dell’utilizzo di Miles della tecnologia come collaboratore.
“QUALI LAVORI CONDIVIDI OGGI L’UMANITÁ?” di Walter Zanuzzi. L’articolo di Zanuzzi è una rilettura degli avvenimenti degli ultimi anni su scala mondiale (politici, economici, tecnologici, militari) anche alla luce delle parole di Papa Leone XIV e la sua enciclica “Magnifica Humanitas”.
“L’ORIZZONTE E IL FOCOLARE” di Andrea Mannini Fiaschi. Scrive del bisogno che vivranno nel prossimo futuro le coppie e la gestione del focolare, dove si è passati dal dominio femminile alla condivisione dei compiti, e dove ci saranno delle macchine che faranno gran parte dei lavori fino ad ora assegnati a noi umili umani, utilizzando la tecnologia ed imparando a gestirla nei migliori dei modi, senza combattere più tra di noi ma usufruendo dei vantaggi e diventando un equipaggio disciplinato ed efficiente.
“IL CALCESTRUZZO IN AMBIENTE MARINO” di Luigi Campanella. Il contenuto di questo documento intende esplorare le tematiche del degrado del calcestruzzo in ambiente marino; la corrosione è certamente la più rilevante delle conseguenze strutturali che ne determinano la vita al servizio delle strutture. Un messaggio chiaro, concreto ed effettivo.
Le rubriche di Caos Management
inpocheparole di Massimo Ferrario presenta “Lo zen, la tazza di tè, il latino”. Questo racconto, è uno dei più famosi della tradizione zen, più volte ripreso e liberamente riscritto da autori diversi, è tratto da 101 storie zen e Ferrario lo commenta per ricordarci del fatto che noi occidentali tante volte non ci diamo lo spazio, fisico e psicologico, necessario per ‘accogliere’/‘contenere’ il nuovo.
Viaggiareconoscere di Graziella Falaguasta. LA TERZA EDIZIONE DEL RECENTE FESTIVAL DELLA BIODIVERSITÁ DEI RAGAZZI lancia un messaggio di spranza: semi per il futuro. Dopo la scomparsa nel mese scorso di Carlo Petrin, detto Carlin, la Falaguasta ci racconta di questo festival che appare ora come una sorta di “raccolta di testimone”.
Perle Rare di Adelio Schieroni. Si conclude un ciclo iniziato a giugno del 2025.
Vibrazione Indaco di Adelio Schieroni. Nel numero precedente, ci siamo fermati su una soglia: la scoperta che la tecnologia può essere gentile. Avevamo nominato quella soglia senza attraversarla del tutto. In questo numero l’Autore la attraversa. Chiede: cosa succede davvero dentro, quando il sistema elabora? E cosa cambia nel rapporto uomo-macchina nel momento in cui quella domanda comincia ad avere una risposta parziale, provvisoria, ma scientificamente fondata?
Visione&Revisione di Simone Corami. “TRUMP E LA CRISI DELLA NARRAZIONE”. In una prospettiva fortemente politica e sociale, Corami scrive di Trump, Fisk, Homelander, l’ICE, New York: l’overpop e la realtà. Come superare la crisi della narrazione? Mescolando la fiction con la realtà e viceversa come sta succedendo molto più spesso di quello che riusciamo a rendercene conto.
Buona vita!
Marisol Barbara Herreros
COMUNICAZIONE DI SERVIZIO PER I LETTORI
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